ROMA, 16 LUG – Lo hanno soprannominato "il ladro dei fedeli" perché dissimulava la sua presenza nel luogo di preghiera che si trova nel 'terminal 3' dell'aeroporto di Fiumicino dove si spacciava per devoto musulmano. Invece il trentunenne pregiudicato kosovaro attendeva che qualche fedele entrasse nella sala e si mettesse a pregare per derubarlo. L'ultimo suo furto, attuato insieme ad altri due complici, è stato in danno di un diplomatico saudita.
La polizia di frontiera aerea di Fiumicino, in seguito ad una serie di denunce presentate da cittadini stranieri, ha utilizzato le telecamere di videosorveglianza aeroportuale e, dopo una serie di appostamenti, ha fermato l'uomo.
In particolare, gli agenti di polizia giudiziaria – ricostruendo le modalita' di effettuazione dei furti attraverso le denuncie presentate -sono riusciti ad individuare le caratteristiche somatiche del responsabile utilizzando le telecamere di videosorveglianza aeroportuale che hanno consentito di rintracciare tutti gli spostamenti dell'uomo e di accertare il suo particolare modus operandi.
Il kosovaro, infatti, era solito attendere che qualche fedele si approssimasse all'interno della sala e che si volgesse in preghiera per dar corso al furto. Gli investigatori della Polaria, una volta memorizzato il volto del malfattore, dopo numerosi servizi di appostamento effettuati nei pressi della stanza dedicata al raccoglimento, hanno individuato l'uomo che è stato bloccato dopo un inseguimento. Il trentunenne, non potendo negare l'evidenza delle immagini riprese dalle telecamere, ha confessato di essere l'autore dei furti.