ROMA – Un braccialetto di carta al polso di decine di immigrati venditori abusivi con sopra impressi cinque numeri. Ad applicarlo martedì durante un’operazione antiabusivismo nel centro storico di Roma è stata la polizia municipale. La vicenda denunciata dal consigliere regionale della Federazione della Sinistra, Fabio Nobile si riferisce ad un’operazione anti-abusivismo effettuata dal I gruppo della polizia municipale durante la quale, come riportato da un quotidiano, oltre alla merce sequestrata, sono state messi braccialetti identificativi ai polsi di 64 venditori abusivi fermati nel centro storico della Capitale.
Si tratta di fascette di carta con un numero a 5 cifre che corrisponde alla merce sequestrata. ”Un’operazione indegna – spiega Nobile – che riporta alla memoria pagine troppo recenti della nostra storia per non scandalizzare tutte le forze democratiche della Capitale, in primis la comunità ebraica. Quella fascetta-marchio al braccio dei sessantaquattro fermati, che attendevano di essere portati prima al Comando dei vigili e poi in Questura per l’identificazione, li ha resi additabili, diversi, oggetti. Si faccia chiarezza – conclude – sulla legittimità di questa azione amministrativa e sulle eventuali responsabilità del comandate del I Gruppo, Stefano Napoli, e del comandate del Gruppo sicurezza sociale e urbana, Carlo Buttarelli”.
Difende il bracciale il comandante della polizia municipale Angelo Giuliani, che spiega: “E’ la legge che impone che non si faccia confusione – spiega Giuliani -. Quello è solo un braccialetto temporaneo di carta come si fa negli ospedali, per non commettere errori. Proprio nell’interesse degli immigrati in questione. Non avete idea di quanta merce abbiamo sequestrato e dei controlli che si sono prolungati fino alle quattro del mattino”. E aggiunge: “E’ stato adottato un segno non invasivo, non drammatizziamo. Ma per chi ci avete preso? Abbiamo adottato una disposizione interna”.
