ROMA – Il quotidiano cattolico Avvenire attacca duramente sulla decisione del preside del liceo classico Mamiani di Roma di sostituire sul libretto delle giustificazioni la dicitura padre e madre con quella di genitore 1 e genitore 2. E la scuola risponde compatta difendendo la decisione, i docenti attorno al dirigente. “Non si illuda di aver spiegato in modo razionale le sue scelte la preside Tiziana Sallusti che ieri ha parlato, pensate un po’, di cosa naturale – scrive il giornale dei vescovi – La motivazione contraddice l’assunto. Madre e padre sono nomi e concetti che rimandano immediatamente proprio alle radici della natura di ciascuno di noi”.
“La scomparsa dei nomi del padre e della madre è una decisione grave – scrivono i deputati di Scelta Civica Paola Binetti e Gian Luigi Gigli – che richiede ora un’ampia e profonda riflessione sulla famiglia e un forte coinvolgimento dei genitori e degli stessi docenti su questo fronte”.
“Stupisce e indigna l’attacco concentrico e strumentale contro il nostro liceo e la nostra preside ‘rei’ di aver attuato i principi della legislazione italiana – ribattono in un comunicato congiunto i docenti e la preside del Mamiani – La dicitura ‘genitore’ è infatti della Costituzione, che valorizza la funzione affettiva della genitorialità e la responsabilità che questa comporta”. “Nelle scuole italiane – aggiungono – il termine genitore è diventato prassi dal 1975 quando è entrato in vigore il nuovo diritto di famiglia”.
A Roma il dibattito si infiamma e qualcuno vorrebbe andare più in là. “Riuniremo una Commissione congiunta Scuola e Politiche Sociali per proporre l’estensione del modello Mamiani a tutte le scuole di Roma e per avviare corsi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti sul tema della dialettica inclusiva nella scuola”, dice la consigliera capitolina di Sel Imma Battaglia. E due consigliere del Pd, presidenti delle commissioni Scuola e Politiche sociali di Roma Capitale, Valeria Baglio e Erica Battaglia, aggiungono: “Riteniamo che la migliore difesa della famiglia e dei suoi valori non possa prescindere dall’evoluzione attuale di questo nucleo primario della società e dal fatto che, già negli ultimi decenni a questa parte, essa ha assunto sempre più un carattere allargato e misto”.
Per Olimpia Tarzia, capogruppo Lista Storace alla Regione Lazio, la scelta del preside del Mamiani è “non solo una forzatura semantica (ridicola se non fosse inquietante e di cui nessuno sente la necessità), ma anche un vulnus al concetto di famiglia costituzionalmente inteso”. “Una scelta ideologica”.