
ROMA – Una donna di 34 anni incinta, al settimo mese di gravidanza, ha abortito dopo aver preso un calmante che le era stato prescritto dalla guardia medica. La Procura di Roma sul caso ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per accertare eventuali responsabilità.
Gli esperti dovranno stabilire quanto è avvenuto e se siano “individuabili anche condotte colpose sanitarie”. In caso affermativo dovranno “indicare le posizioni professionali implicate e le condotte rilevanti”. Il pubblico ministero ha disposto anche analisi sulla placenta e sugli altri reperti biologici.
Secondo la denuncia, la donna aveva manifestato ipertensione arteriosa e gonfiore agli arti, indicatori forse di una gestosi. Quando è intervenuta d’urgenza, sostengono i denuncianti, la guardia medica avrebbe dovuto sollecitare un ricovero, e non somministrare un calmante.
Dopo aver preso il medicinale, infatti, la donna ha avuto una perdita di sangue e altri liquidi. Solo quando è stato richiamato il medico ha invitato la donna ad andare in ospedale. All’arrivo però al Policlinico Casilino la signora è stata sottoposta a cesareo d’urgenza, ma non è servito ad evitare l’aborto.
