«Ad otto giorni dalla tragica scomparsa di Tiziana si ritiene necessario puntualizzare e precisare alcune circostanze: allo stato però, è ignota la causa della sua morte, in quanto neppure accertata dai consulenti nominati dal pubblico ministero, gli unici che potranno dare un contributo qualificato». E’ quanto affermano, in una nota, gli avvocati Danila Paparusso e Luca Cococcia che difendono il ginecologo Carlo Natoli, indagato insieme ad una collega per la morte di Tiziana Tumminaro, deceduta dopo aver dato alla luce due gemelli con parto cesareo in una clinica romana il 7 aprile scorso.
«Troppo è stato detto e scritto sin dall’inizio – affermano – nella comprensibile esigenza di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda, ma ciò si è fatto ricostruendo i contorni in maniera del tutto arbitraria, attribuendo sommariamente precise responsabilità sulla base di circostanze imprecise o inesistenti frutto di fraintendimenti più o meno giustificabili».
E ancora: «Già con riguardo alla drammatica ‘cronologia’ della morte si è assistito a ricostruzioni fantasiose difformi dalla realtà. L’isterectomia è stata una conseguenza della patologia emersa, patologia altamente imprevedibile e non diagnosticabile se non a teatro operatorio aperto». I legali, infine, affermano che «in vicende così dolorose, che tanto toccano il sentimento umano, si chiede innanzi tutto cautela guardandosi dai facili clamori e del sensazionalismo, nel rispetto del dolore dei familiari e, se pur su piani diversi, di tutte le persone coinvolte auspicando che l’esercizio del giusto diritto di cronaca non si traduca nella ‘fabbrica di mostri’».
