Roma. Emergenza buche in città, i cittadini propongono la class action

Le strade di Roma godono di pessima salute. Le buche dominano tutta la città da Parioli alla Nomentana, dal centro alla periferia. Ad aggravare l’emergenza buche nella capitale il maltempo di questo inverno e la cattiva o non tempestiva manutenzione delle strade. L’Ospol, ovvero un sindacato dei vigili urbani, ha proposto: facciamo una class action (vale a dire un’azione legale collettiva) contro la cattiva manutenzione delle strade.

Il sindacato autonomo della polizia municipale spiega: «Stiamo raccogliendo adesioni per la class action. Automobilisti e motociclisti interessati possono rivolgersi alla nostra sede, in viale Trastevere 66, o inviarci una mail a infospol@ospol.it. Abbiamo monitorato, dopo le copiose piogge di questi giorni, dieci strade per municipio riscontrando che, insieme alle nuove buche, le vecchie già coperte a gennaio sono di nuovo aperte».

E intanto è botta e risposta tra Pd e Pdl. Ieri il consigliere Athos De Luca, ha fatto una proposta: «Sarebbe opportuno che il Comune, oltre ai suoi dovuti interventi, coinvolga i Municipi, stanziando risorse straordinarie per interventi urgenti sul proprio territorio, sistemando buche, voragini e marciapiedi». Federico Guidi, presidente della commissione Bilancio del Comune di Roma: «L’amministrazione ha già stanziato fondi extra ai Municipi proprio in virtù dell’emergenza riguardante la manutenzione stradale. Un’emergenza che deriva dalla mancata manutenzione di strade e marciapiedi, mai effettuata negli anni in cui governava il centrosinistra e dalla dissennata scelta dell’“appaltone”».

Dall’Udc Luciano Ciocchetti: «C’è bisogno di fare un piano vero di controllo delle strade. Oggi non esiste monitoraggio e le buche non vengono segnalate da nessuno». In futuro però, anche se non si sa quando, saranno segnalate dal satellite. E’ satto infatti firmato un protocollo tra Comune e l’Agenzia spaziale italiana. A cosa serve? Cosa c’entra con le buche? Spiegano dal Campidoglio: la Capitale avrà un occhio elettronico con le nuove tecnologie e il sistema satellitare Cosmo-Skymed che permette di acquisire fino a 1.800 immagini radar al giorno su scala planetaria. Attraverso una nuova piattaforma sarà possibile elaborare informazioni e immagini dinamiche che provengono dal satellite sul suolo e anche sul sottosuolo. Quindi sarà possibile rilevare eventuali dissesti del manto stradale anche al di sotto della superficie con conseguente facilitazione per le migliorie sulla viabilità: una sorta di prevenzione delle buche. «L’assessore Marchi – ha spiegato scherzosamente il sindaco – ormai si rivolge allo spazio per risolvere il problema del traffico romano. In realtà si raggiungono due obiettivi: si avrà una base informativa e scientifica per monitorare il territorio, per il traffico, l’infomobilità, e per capire come lavorano quali sono le aziende che lavorano bene sulle strade e chi invece non lo fa». In secondo luogo «si valorizza un’eccellenza romana come l’Agenzia spaziale italiana».

La cosa però non è immediata. Prima verranno fatti gli studi di prefattibilità; poi i costi verranno divisi tra Asi, Comune o altri fondi tra i quali quelli europei, ma in ogni caso saranno solo costi relativi ai singoli progetti e non al bene in sè che è considerato patrimonio italiano. Il presidente dell’Asi, Enrico Saggese, ha sottolineato anche «l’importanza di questa tecnologia per le piccole e medie imprese che possono sfruttare i dati ricavati per fornire servizi alla cittadinanza».

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