ROMA – E’ finito in manette per una maxi evasione da 26 milioni il costruttore edile Raffaele Di Mario, originario di Isernia ma residente a Roma. Noto per aver acquistato e rivenduto in un solo giorno, il 29 luglio del 2004 palazzo Sturzo all’Eur con una plusvalenza di 18 milioni, Di Mario è stato arrestato insieme ai propri collaboratori Lucio Giulio Capasso e Paola Ronzio con l’accusa di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.
Gli affari della sua Dimafin sono stati bloccati dalla Polizia Valutaria. Secondo gli inquirenti della Procura di Roma il Gruppo, dichiarato fallito in tribunale lo scorso 29 marzo, non avrebbe pagato imposte per 26,6 milioni di euro sui guadagni derivanti dalla vendita del “Dima Shopping Bufalotta”, lo shopping center che la Niccodemi, controllata della Dimafin, ha venduto per 108 milioni a Banca Italease.
Secondo gli investigatori, dopo questa operazione la Niccodemi sarebbe stata svuotata del capitale e portata al fallimento, dopo che 52,5 milioni di euro erano0 stati dirottati in favore della società Primula, anch’essa controllata dal Gruppo Dimafin.
Ieri, 7 aprile, gli uomini della Guardia di Finanza hanno anche perquisito e sequestrato beni immobili a Pomezia, uno dei centri dell’impero di Di Mario, con affari sparsi in tutta la capitale, dall’Infernetto al Torrino, dalla Bufalotta fino al Parco della Minerva.