ROMA – “A Roma ci sono attualmente circa 20 mila gabbiani reali”, spiega Bruno Cignini, zoologo e direttore dell’area biodiversità dell’assessorato all’Ambiente. E la loro presenza si traduce in un aumento di escrementi e rischi d’infezione. L’esperto che ha calcolato la popolazione di Larus michahellis (gabbiani mediterranei) si dice certo che si tratti di “un fenomeno in espansione, che potrebbe portare in futuro a problemi più seri, come quelli causati in molte zone della città dai piccioni o dagli storni”.
I gabbiani reali oggi volteggiano sui tetti del centro storico, prediligono anzi quelli più antichi con le tegole e gli arbusti “perché così si proteggono le uova”. E poiché questo è il momento della nidificazione, possono creare continue emergenze: “I piccoli cadono spesso dal nido – spiega Cignini al Corriere della Sera – e se si va sui terrazzi dove stanno nidificando sono aggressivi: si alzano in volo, iniziano a girare in tondo e richiamano anche le altre coppie introno, in una sorta di carosello aereo. Ogni tanto, poi, qualcuno scende in picchiata e arriva molto vicino alle persone lanciando un escremento molto puzzolente che facilmente va a segno, perché sono dei bravissimi bombardieri”.
Molti residenti di Roma vedono con preoccupazione il moltiplicarsi di gabbiani in città. I più infastiditi fra i residenti sostengono che lo stridere dei versi dei gabbiani la mattina presto stia generando una sorta di “insonnia da stormo” in molti romani e, soprattutto, nei turisti meno abituati ai rumori della natura.
Un’emergenza denunciata anche a Genova, dove è stato proposto di allontanare i gabbiani con dissuasori acustici e limitarne i nuovi arrivi monitorando le discariche abusive a cielo aperto (gli uccelli sono attratti dai rifiuti, di cui si cibano) e allontanando di più dalla città i siti di smaltimento dell’immondizia. C’è addirittura chi ne propone la sterilizzazione e chi, più attento agli equilibri ecologici, suggerisce l’inserimento nel contesto urbano di coppie di falchi, magari gli aggressivi ibridi detti Girifalchi, che caccerebbero in poco tempo molti gabbiani.