ROMA – Si era rivolto ad un collega di lavoro per un grosso debito di gioco e si è ritrovato nelle grinfie di una banda di aguzzini. Il debito iniziale di 130 mila euro in poco tempo ha assunto dimensioni gigantesche a causa dei tassi applicati dai suoi finanziatori, a volte addirittura più del 100% mensile. La vittima, dipendente di una societa' di recupero crediti di Roma, sfinita dalle continue richieste di denaro, ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri della Compagnia Roma Trionfale. Questa mattina i militari hanno dato esecuzione ad 11 misure cautelari, tra Roma e Torino, (2 arresti domiciliari e 9 obbligo di firma) emesse dal gip del tribunale di Roma su richiesta della procura della repubblica capitolina per il reato di usura.
Il provvedimento è arrivato dopo un'indagine denominata "Lemon Juice" nel corso della quale e' stato scoperto che le somme prestate alla vittima provenivano, a loro volta, da una catena di prestiti elargiti dagli altri componenti della banda, i quali venivano ricompensati con ingenti somme di denaro che la vittima era costretta, anche sotto ripetute minacce, a corrispondere. Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato assegni, appunti contabili e documenti che comprovano l'attività illecita degli 11 aguzzini.