ROMA – Gli extracomunitari che non rispettano il decreto di espulsione non rischieranno più l’arresto a Roma. L’indicazione data dalla Procura di Roma prevede dunque l’archiviazione dei procedimenti penali in corso per i clandestini che, colpiti da ordine di espulsione, non abbiano ottemperato alla sanzione entro i cinque giorni previsti dall’ articolo 14 della legge Bossi-Fini. L’indicazione è stata data dalla procura di Roma a forze dell’ordine e magistrati.
L’ iniziativa è legata a una direttiva dell’Unione Europea, che disciplina la materia escludendo arresti e sanzioni di tipo penale e introducendo sanzioni a livello amministrativo. Al provvedimento dovevano adeguarsi i paesi membri della Comunità entro il 24 dicembre scorso. L’Italia non ha recepito quella direttiva, ma per effetto di un pronunciamento della Corte di Giustizia europea, le direttive della Ue hanno immediato valore applicativo anche se in contrasto con le normative nazionali.
Così la procura di Roma, ma sul punto hanno adottato analoghe iniziative le procure di Firenze, Torino e Pinerolo, ha dato disposizione, dall’inizio dell’anno, di dare corso all’indirizzo normativo fissato a livello europeo. La direttiva stabilisce cause e modalità di espulsione dei clandestini escludendo sanzioni di tipo penale e fissando tre gradi procedimentali: allontanamento volontario, allontanamento coattivo ed, in ultimo, trattenimento in un centro di accoglienza fino a 18 mesi al fine dell’espulsione.
