ROMA – Un dossier sulla metro C con ''tutte le illegalita' che distinguono i cantieri dell'opera di mobilita' piu' importante per la Capitale: ingressi nei cantieri non controllati, lavoro nero, licenziamenti in massa, mancanze inaccettabili sulla sicurezza e uso spregiudicato dei 'distacchi'''. Lo ha raccolto la Fillea Cgil di Roma e Lazio corredandolo con un video. L'inchiesta e' stata portata avanti dal dicembre 2011 a febbraio 2012.
''Abbiamo documentato le piu' diverse violazioni fatte alla luce del sole e senza che nessuno controlli o faccia niente – denuncia Roberto Cellini, segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio -. Gli operai, con varie mansioni vengono inquadrati ai livelli piu' bassi e quindi sottopagati, molti vengono licenziati dopo qualche mese di lavoro e conservati a lavorare in nero''.
Marco Carletti (Fillea) rincara: ''Abbiamo testimonianze di lavoratori che hanno fatto il turno di notte per settimane, dichiarazioni di lavoratori rumeni prelevati in aereo direttamente dalla Romania dalle ditte, portati a Fiumicino a lavorare con orari assurdi, dalle 17.00 alle 6.00 di mattina. Lavorano in questi orari perche' di solito in questi orari non controlla nessuno e tanti di questi non sono neanche in grado di fare il lavoro richiesto''.
Cellini riferisce di ''lavoratori cinesi senza formazione ne' specializzazione, ma con il tesserino di Metro C. Quest'autunno ci sono stati vari casi di ferimenti in cantiere – aggiunge -. Se si fa un giro nei cantieri non si trova quasi nessuno che indossa un giubbotto, un casco, un dispositivo di sicurezza''.
