Roma, Michelangelo Salpietro morto con mani e piedi legati e la testa fracassata

Michelangelo Salpietro morto con mani piedi legati e la testa fracassata

ROMA – Michelangelo Salpietro, 59 anni, è stato brutalmente massacrato e ucciso nella sua casa in via Portuense, a Roma. Forse un incontro amoroso finito male: lo hanno ritrovato riverso a terra, in un lago di sangue, i polsi legati e la testa fracassata. Non c’è alcun dubbio a sentire gli investigatori della squadra mobile che si sia trattato di un omicidio, molto probabilmente a scopo di rapina.

Michelangelo Salpietro lavorava come archivista a piazza Barberini presso i Cavalieri del Lavoro. A dare l’allarme è stata la sorella che da due giorni non aveva più sue notizie: venerdì mattina si è rivolta alla polizia dopo aver bussato alla sua porta senza ricevere risposta.

I vigili del fuoco che sono passati da una finestra, hanno quindi aperto la porta di casa chiusa senza mandate.Infine il tragico ritrovamento:  il cadavere di Michelangelo Salpietro era riverso sul pavimento della sua camera da letto con mani e piedi legati. La stanza era a soqquadro.

Secondo le ipotesi degli investigatori, l’archivista potrebbe aver invitato a casa uno sconosciuto per passare alcune ore in intimità. Ad avvalorare questa tesi, c’è la considerazione che la vittima potrebbe avere avuto rapporti sessuali nelle ore immediatamente precedenti all’aggressione.

Un vicino, ha raccontato al quotidiano il Messaggero: “Ricordo che qualche volta di notte nella sua abitazione arrivava qualche straniero. Credo si trattasse di romeni”. “Cinque mesi fa – ha detto un altro residente – di notte mi sono accorto che due ragazzi romeni stavano scavalcando il cancello d’ingresso. Li ho fermati per chiedergli dove stessero andando. Mi hanno risposto che li aspettava Michelangelo”.

Lo scorso aprile un episodio simile si consumò nel quartiere Garbatella. scorso aprile. Un uomo di 41 anni, noto nell’ambiente del teatro romano, fu accoltellato nella sua abitazione da un uomo contattato poco prima in una chat per gay. Lo sconosciuto prima si finse interessato a un rapporto sessuale ma poi lo accoltellò alla schiena perforandogli un polmone. Era Alì Mehmet Yirmaz, un curdo di 21 anni che era residente a Roma con regolare permesso di soggiorno per rifugiati politici.

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Daniela Lauria