ROMA – Parcheggia l’auto venerdì sera all’uscita del Grande Raccordo Anulare dopo essere rimasto dieci ore bloccato dagli ingorghi sotto la neve, lunedì va a recuperarla si ritrova 500 euro di multa. E’ successo a Giuseppe Moleti, lettore di Repubblica. Quando è tornato sul luogo dove aveva lasciato la macchina, all’uscita della Cassia bis, ha trovato carro attrezzi e vigili, i quali gli hanno spiegato che avrebbe dovuto recuperare l’auto massimo tre ore dopo, vale a dire alle due di notte, in piena bufera di neve.
“Venerdì scorso – racconta la signora Maria Grazia Teodori – il mio compagno, Giuseppe Moleti, mi ha telefonato verso le 13 dicendomi: ‘Esco prima dall’ufficio per evitare che le strade si ghiaccino’. Soltanto alle 23, dopo esser rimasto 10 ore bloccato sul Grande raccordo anulare, è rientrato in casa, ma ha dovuto abbandonare l’auto vicino all’uscita della Cassia bis. Dopo aver trascorso due giorni sotto shock per il freddo e la paura e aver atteso che le strade tornassero alla normalità – prosegue sconvolta la signora Teodori – questa mattina di buon’ora ci siamo precipitati a prendere la macchina a piedi e arrivando abbiamo trovato l’automobile sul carroattrezzi e la polizia che redigeva il verbale di contravvenzione”.
“In totale: 398 euro di multa più 100 euro per la rimozione. Quando abbiamo provato a spiegare che eravamo noi i proprietari dell’auto, accorsi per riprenderla, ci hanno risposto che avremmo dovuto recuperarla entro tre ore dall’abbandono: in pratica alle due di notte di venerdì, mentre fuori infuriava la tempesta. Purtroppo non è una barzelletta, ma l’ennesimo assurdo episodio di questa emergenza neve”.
Questa è invece la versione di Giuseppe, che ha preso carta e penna e ha scritto a Repubblica Roma:
Caro direttore, venerdì scorso alle ore 13 uscivo dal mio ufficio sulla via Tiburtina. Aveva cominciato a nevicare, sul raccordo si camminava lentamente, la situazione andava peggiorando ma non sembrava drammatica. Superata la Salaria, però, il traffico si è bloccato del tutto. Si sono fatte le quattro, le cinque, le sei, poi il buio e il freddo a motore spento per risparmiare carburante.
Intanto sulle strade si comincia a formare il ghiaccio, i soccorsi non passano neanche più sulla corsia d’emergenza. Supero l’uscita Cassia, ma un mare di macchine ferme la intasa: le rampe di accesso al Gra non sono state pulite. Sono le 21, chiamo il 113, vorrei capire cosa fare. Lo stesso fa la mia compagna da casa: 112, 113, Anas (le passano la Salerno-Reggio Calabria), ma nessuno risponde. Decido di accostare l’auto e la posteggio come posso all’uscita del Gra, assicurandomi che la corsia d’emergenza resti libera. Vorrei dormire in auto ma rischierei l’ipotermia. Fortunatamente un collega mi riconosce, ha ancora benzina e può andare avanti. Trasbordo un po’ di cose nella sua auto e alle 23, dopo 10 ore, sono a casa in stato di shock: ho paura e freddo.
Al risveglio, sabato, è tutto imbiancato, le auto non circolano più: il sindaco ha promulgato il divieto di circolazione senza catene prima sino a domenica alle 12, poi sino alle 12 del giorno seguente. Come e quando potrò recuperare la mia auto? Finalmente ieri rispunta il sole, decidiamo di andare e arriviamo nel momento in cui la stradale sta rimuovendo l’auto. Ci toccano 398 euro di multa più 100 euro di chiamata per il carro attrezzi. Ci spiegano che non è consentito lasciare un veicolo sul Gra per più di 3 ore. Sarei dovuto andare a recuperarlo alle 2 di sabato notte mentre infuriava la bufera? Non ci sono parole ma un’azione legale sarà fatta per il danno subito, la paura, lo shock, la beffa.