E’ una vicenda che, dal punto di vista giudiziario, inizia una mattina di ottobre 2011 quando Daniele Petricola precipita e muore con la sua auto nel tratto compreso tra via Salaria e il viadotto sopra il Tevere, all’altezza di Tor di Quinto. Un incidente come tanti, un guard rail che non c’è e che probabilmente avrebbe impedito la caduta.
Ma stavolta c’è qualcosa di diverso. Perché indagando sulla dinamica dell’incidente i pm si accorgono che dal 2004, sette anni prima dell’incidente mortale, il ministero aveva chiesto al Comune di installare un guard rail proprio in quel tratto. Per sette anni la pratica è rimasta sepolta nel cassetto di un dirigente del Comune. E ora, due anni dopo la morte del ragazzo, l’inchiesta è partita davvero. Con probabile processo a carico del funzionario che quella pratica, in sette anni, non ha mai preso in mano.