Roma: non consegna la coca e gli staccano il dito

Roma: non consegna la coca e gli staccano il dito

ROMA – Non consegna la coca e gli staccano il dito: quattro trafficanti romani pagano a vuoto una partita di drogaad un clan di colombiani e per vendetta rapiscono e torturano l’intermediario.

Un cartello della droga, scrive Michela Allegri del Messaggero, radicato in Sud America, una partita di cocaina pagata e mai consegnata, un uomo rapito, un dito mutilato e una richiesta di riscatto. Sembra la trama di una gangster story, ma è la vicenda di quattro romani che pensavano di fare fortuna aprendo un canale per il traffico di stupefacenti tra la Colombia e la Capitale, e invece sono finiti in manette. Hanno sborsato centinaia di migliaia di euro per introdurre in Italia un ingente quantitativo di polvere bianca da piazzare sul mercato. Ma sono rimasti beffati: la consegna non è mai stata effettuata. Così, hanno rapito l’intermediario, l’uomo che manteneva i contatti con la Colombia. Lo hanno tenuto sotto sequestro per un mese”.

Poi, gli hanno mozzato il mignolo della mano sinistra “e hanno chiesto ai boss del cartello di onorare l’impegno. I loro telefoni, però, erano sotto controllo: le intercettazioni li hanno incastrati. I quattro, arrestati nell’ambito di un’inchiesta parallela sul traffico di stupefacenti, ora rischiano anche il processo per sequestro di persona e lesioni gravissime. Si tratta di Fabio Albini, Massimiliano Gambacurta, Roberto Crocianelli ed Enzo Salvatori, tutti quanti romani e con età comprese tra i 40 e i 55 anni. Il pm Leonardo Frisani ha appena firmato un avviso di conclusione delle indagini nei loro confronti. Il prossimo passo degli inquirenti sarà una richiesta di rinvio a giudizio”.
IL SEQUESTRO
L’inchiesta è uno stralcio di un’ampia indagine, relativa a un traffico internazionale di droga che lega a doppio filo la città di Roma con il Sud America. Dalle intercettazioni telefoniche gli investigatori scoprono che Luis Alberto Cardona Marulanda, cittadino colombiano, è giunto in Italia per fare da intermediario per l’acquisto da parte di un gruppo di romani di ingenti quantitativi di cocaina posta in vendita da un’organizzazione dell’America del Sud. La gang capitolina è composta da Gambacurta, Albini, Crocianelli, Salvatori e altri soggetti non identificati.
È l’agosto del 2009. Gambacurta e i suoi soci hanno pagato da tempo a Marulanda un anticipo di 360 mila euro ma la droga non è ancora stata consegnata. Dopo l’ennesimo ritardo, la banda decide di passare all’attacco: rapisce l’intermediario e lo tiene sequestrato in un appartamento di proprietà di Albini, a Sutri, in provincia di Viterbo. Ma non è tutto, durante la prigionia, la gang decide di mettere pressione al cartello adottando le maniere forti: mutila un dito della mano sinistra a Marulanda, informa i boss sudamericani, e chiede come riscatto per la liberazione del loro affiliato la corresponsione della cocaina. I telefoni della banda, però, sono sotto controllo, gli investigatori capiscono che un uomo è in pericolo di vita ed entrano in azione. Al momento dell’irruzione delle forze dell’ordine nell’appartamento, Marulanda non viene trovato: i suoi sequestratori lo avevano fatto fuggire da una porta sul retro. Verrà liberato dopo un mese di prigionia, ma sarà arrestato a Panama dove, interrogato dal pm romano, incastrerà i suoi rapitori.

Published by
Gianluca Pace