I nonni-vigili senza buoni pasto. In 50 riconsegnano le pettorine

ROMA – I vigilantes, in servizio nelle scuole capitoline da anni, spesso in zone dove il disagio giovanile è una realtà, da otto mesi non vedono più il becco di un quattrino. Ma ora non ci stanno più e cominciano a fioccare le dimissioni.

Il progetto “Un amico per la città” prevedeva la dislocazione di nonni-vigili nelle scuole di Roma in cambio di buoni pasto da 4,60 euro. Ora la ragioneria generale ammette che ci sono problemi di liquidità ma sono già una cinquantina i pensionati che hanno riconsegnato le pettorine.

“Il dipartimento per i Servizi sociali ha svolto tutte le procedure — spiega al Corriere della Sera Piero Bianchi, presidente dell’associazione “Insieme per la solidarietà Roma 1″, attiva in sei municipi (VII, VIII, XI, XV, XVI, XIX) con oltre 300 volontari — ma sembra che al Comune manchi la liquidità. Se a Roma si taglia sul volontariato, salteranno molti servizi. Gli anziani si sentono mortificati non tanto per l’aspetto economico, ma per la scarsa considerazione”.

E infatti i nonni si sono lamentati perché si sentono dimenticati, nemmeno gli auguri di Natale: “Prima ci offrivano le vacanze in montagna o alle terme gratis, adesso dobbiamo versare un contributo — lamenta la signora Rossi, coordinatrice del XIX municipio —. E a Natale ci hanno dimenticato: non dico panettone e spumante, ma almeno gli auguri”

La signora Rossi, 73 anni, in servizio da sette, racconta: “Ruoto su dieci scuole, da via Trionfale a Casal del Marmo. I genitori si sentono rassicurati dalla nostra presenza e i ragazzi ci vogliono bene: siamo indispensabili, specialmente in zone con problemi di droga e di disagio giovanile”.

Dal Comune chiedono un po’ di pazienza, ma quei nonni che, senza buono pasto non possono più permettersi nemmeno una tazza di tè caldo durante il turno di vigilanza, hanno già detto no.

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Daniela Lauria