ROMA, 29 AGO – ''In Italia chi uccide viene lasciato in liberta', senza che venga preso alcun provvedimento''. Potrebbe sembrare una frase retorica, ma se a scriverla e' un ragazzo appena sedicenne che due anni dopo trovera' la morte per mano di due killer non ancora identificati, le cose cambiano. Quelle parole, infatti, sono state scritte da Edoardo Sforna, il ragazzo di 18 anni freddato a colpi di pistola martedi' scorso davanti alla pizzeria per la quale lavorava a Morena, estrema periferia sud-orientale di Roma. La frase e' tratta da un compito in classe del 2009 che aveva come tema la paura. Un paio di paginette che gli valsero un bel sette.
''In Italia negli ultimi anni il tasso di criminalita' e' aumentato – scriveva Edoardo -. Chi uccide viene lasciato in liberta', senza che venga preso alcun provvedimento. Questo fatto fa in modo che aumenti la paura, soprattutto tra i giovani''.
Dodo era un attento osservatore – come spiega il suo ex insegnante di religione, Alfonso D'Ippolito -, ma mai avrebbe immaginato cosa il destino stava per riservargli.
''Si puo' disarmare la paura parlandone con gli amici – scriveva ancora il ragazzo – e con le persone a cui si e' affezionati''. Le stesse che oggi lo hanno pianto inermi davanti alla bara chiara durante i funerali.
''I giovani come me – concludeva nel tema – provano paura di fronte ad azioni che impressionano la vita''. Quella giovane vita stroncata senza motivo apparente da un colpo di pistola in una calda serata di piena estate.