Roma, cinesi uccisi. Pm: “Killer di Torpignattara aiutato ad uccidersi”

ROMA – Il Pm di Roma Luca tescaroli indaga per istigazione al suicidio nel caso dei killer dei cinesi di Torpignattara. L’autopsia ha confermato la morte per soffocamento del maghrebino Mohammed Nasiri, trovato impiccato in un casolare di via Boccea. I dettagli non tornano e secondo gli inquirenti l’assassino di Zhou e della piccola Joy è stato “aiutato” a togliersi la vita. I tre scontrini per l’acquisto della corda, del coltello e del veleno per topi da parte di Nasiri e datati 9 gennaio sono ritenuti sospetti, soprattutto perché i proprietari della ferramenta non hanno riconosciuto il maghrebino come acquirente.

Il killer di Torpignattara è morto per asfissia meccanica almeno 72 ore prima del ritrovamento, cioè prima del 15 gennaio, dunque tra il 9 ed il 12 gennaio. Il medico legale Paolo Procaccianti attende ora i risultati dell’esame istologico e tossicologico sul cadavere. Le simulazioni del suicidio nel casale dovranno poi stabilire se l’uomo è morto per impiccagione e se è stato aiutato ad uccidersi. L’esperimento di laboratorio terrà conto del peso e dell’altezza dell’uomo, quasi un quintale per 1.83 metri di altezza, e se lo sgabello trovato vicino al corpo sia stato utilizzato per l’impiccagione.

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