ROMA – Continuano le indagini per capire come effettivamente sia morto Mohammed Nasiri, il marocchino ritenuto uno dei killer del cinese Zhou Zheng e della figlioletta di nove mesi, e trovato impiccato domenica scorsa. I carabinieri sono stati incaricati dal pm Luca Tescaroli di esaminare i filmati delle telecamere a circuito chiuso installate nei pressi della ferramenta di Val Melaina da cui sono stati emessi tre scontrini fiscali, il 9 gennaio scorso, poi scoperti nelle tasche del marocchino. Il pm Tescaroli procede per istigazione al suicidio.
L’accertamento è stato disposto alla luce del mancato riconoscimento di Nasiri da parte dei titolari dell’esercizio commerciale nel quale gli inquirenti ritengono essere stati acquistati la corda utilizzata per l’impiccagione e del veleno per topi. Ora gli investigatori esamineranno i filmati per verificare se il marocchino fosse nelle adiacenze della ferramenta.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti tecnici per chiarire la dinamica della morte del nordafricano. Dopo aver accertato la presenza di un solco sul collo dell’uomo, gli esperti sono alla ricerca di tracce di dna e di impronte digitali all’interno del casolare di via Boccea in cui è stato scoperto il cadavere.
