Neve, automobilisti bloccati a Carsoli. La testimonianza di un lettore

PESCARA – C’è chi lamenta di aver dovuto pagare un albergo dopo essere stato bloccato ore in autostrada al gelo. Chi è dovuto uscire dalla macchina e, munito di tanica, cercare benzina per riempire il serbatoio dell’auto e far ripartire i riscaldamenti. E’ durata una notte e una mattina l’odissea degli automobilisti bloccati, tra venerdì e sabato, sulla Roma-Pescara all’altezza di Carsoli. Bloccati per la neve, fermi nel gelo. In sei hanno chiesto un risarcimento, ma c’è chi racconta un’altra versione. Il direttore Arta, Mario Amicone, ha scritto a Blitzquotidiano:

“Per onestà intellettuale, di fronte all’indignazione che si è sollevata in questi giorni di emergenza neve per i disguidi verificatisi lungo l’A24 e l’A25, sento il dovere di rendere pubblica la mia testimonianza, che si colloca decisamente ‘controcorrente’ rispetto alle numerose strumentalizzazioni politiche e alle paventate class actions di cui ho appreso dalla stampa. Anche io, come Guerino Testa, Geremia Mancini e tante altre voci più o meno autorevoli che hanno fatto notizia nelle ultime ore, venerdì scorso ho viaggiato lungo l’autostrada Pescara-Roma per partecipare al vertice sul dragaggio del porto di Pescara convocato presso l’ISPRA. Paradossalmente i più infuriati per le difficoltà registrate lungo il tragitto sembrano essere coloro che invece l’autostrada quel giorno non l’hanno presa affatto. Invece, io che l’esperienza l’ho vissuta sulla mia pelle con i tecnici ARTA, posso assicurare che all’andata come al ritorno, fino all’uscita obbligatoria di Carsoli, il transito lungo la Roma-Pescara era intasato unicamente dai mezzi spazzaneve. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente il sindaco di Carsoli, che senza esitazione ha offerto ospitalità a circa 500 viaggiatori rimasti bloccati, adibendo a rifugio di fortuna la scuola cittadina e chiedendo la collaborazione di ristoranti e alberghi, rimasti aperti tutta la notte per permettere ai forestieri di rifocillarsi. Personalmente, preso atto che dopo la slavina, per ragioni di sicurezza e incolumità pubblica, l’autostrada non sarebbe stata riaperta senza apposita ordinanza del prefetto, ho vissuto la ‘sosta forzata’ a Carsoli come una sorta di settimana bianca, trascorrendo la notte in uno degli ottimi ristoranti del paese, passeggiando sulla neve e sonnecchiando qualche ora in macchina prima di riprendere il viaggio verso Pescara, via Isernia. Mi chiedo, a questo punto, come mai le polemiche si stiano scatenando tutte contro la Concessionaria Strada dei Parchi e nessuno abbia invece puntato il dito contro l’Anas e le Ferrovie, che con il transito autostradale obbligatoriamente interrotto a causa di un’improvvisa frana non sono state in grado di garantire agli automobilisti un percorso alternativo”.

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Elisa D'Alto