ROMA, 07 MAR – Tutti rinviati a giudizio i nove agenti di polizia coinvolti nel pestaggio di Stefano Gugliotta, il giovane di 26 anni arrestato il 5 maggio del 2010 durante gli incidenti avvenuti a Roma al termine della finale di Coppa Italia Roma-Inter. Lo ha stabilito il gup Valerio Savio. Sono tutti accusati di lesioni aggravate.
Il processo a carico degli agenti inizierà il prossimo 5 giugno davanti ai giudici della X sezione penale. All’udienza era presente Gugliotta che non ha nascosto di essere ”ancora frastornato per quanto avvenuto. Al momento sono disoccupato dopo aver lavorato per un po’ presso un alimentare”. Secondo l’impianto accusatorio il giovane, difeso dall’avvocato Cesare Piraino, quella sera non era allo stadio ma fu fermato dagli agenti mentre, a bordo di uno scooter insieme con un amico, si stava recando alla festa di un cugino. Un video girato con un telefono cellulare da un testimone, riprese la scena. Il giovane fu fermato per resistenza a pubblico ufficiale. Dopo sette giorni venne scarcerato. Secondo quanto riportato nel capo di imputazione i nove (Leonardo Mascia, Guido Faggiani, Andrea Serrao, Roberto Marinelli, Adriano Cramerotti, Fabrizio Cola, Leonardo Vinelli, Rossano Bagialemani, Michele Costanzo) ”tutti appartenenti al reparto Mobile della polizia, agendo con abuso di potere e violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione” hanno causato a Gugliotta, difeso dall’avvocato Cesare Piraino, ”lesioni gravi” alla mandibola e ”gravissime per lo sfregio permanente al viso”.
Nel provvedimento il pubblico ministero Francesco Polino scrive che gli agenti in servizio di ordine pubblico per la partita dell’Olimpico, ”in una zona non interessata agli scontri (viale Pinturicchio) e senza che ricorressero esigenze di tutela dell’ordine pubblico o di contrasto di particolare resistenza”, intimavano l’alt al ciclomotore guidato dal giovane romano. Leonardo Mascia, quindi, ha aggredito Gugliotta al volto ”schiaffi, manate e manganellate”. Successivamente sono intervenuti gli altri 8 colleghi che ”colpivano” il giovane ”con calci, pugni e manganellate una delle quali particolarmente violenta alla testa che gli faceva perdere i sensi”. Nel capo di imputazione il pm prosegue affermando che l’azione violenta proseguiva davanti ad un blindato con altri pugni che determinavano la perdita di un dente al giovane e poi successivamente all’interno del mezzo dove ”Gugliotta veniva fatto sdraiare a terra immobilizzato con un ginocchio e una mano pressata sul collo”.