Una gang di giovanissime borseggiatrici nomadi, che agivano agli ordini di una sedicenne, è stata sgominata a Roma dai carabinieri.
L’operazione è scattata alla fermata “Termini” della metroplitana, dove una coppia di anziani turisti australiani è stata presa di mira da tre giovani pregiudicate nomadi. Dopo averli strattonati e fatti cadere le borseggiatrici si accingevano a derubarli del marsupio quando è intervenuta una pattuglia dei carabinieri della stazione di via Veneto in servizio antiborseggio. Le fasi della cattura sono state movimentate ma alla fine i militari sono riusciti ad aver ragione del terzetto composto da una sedicenne e due ventenni tutte provenienti dall’insediamento di via Pontina.
Soccorsi i malcapitati, che se la sono cavata con lievi contusioni e tanto spavento, e restituito loro il marsupio, i carabinieri hanno quindi proceduto agli accertamenti sulle arrestate. I riscontri ottenuti dalle impronte digitali delle tre nomadi hanno fatto emergere che non si trattava di ladruncole alle prime armi: le ragazze, infatti, erano già state fotosegnalate e arrestate decine e decine di volte in quasi tutta Italia e sempre per reati contro il patrimonio e la persona.
A capo della gang di rapinatrici «in rosa» c’era proprio la più piccola delle tre, che, nonostante la giovane età, può già vantare un «curriculum» di tutto rispetto, con ben 22 arresti. Sia la minorenne che le due complici al momento degli arresti avevano fornito spesso nominativi diversi ma erano state scoperte attraverso l’esame delle impronte digitali.
Per l’episodio di Termini sono state denunciate per tentativo di rapina e lesioni.