L’aveva ridotta in schiavitù costringendola, anche con l’uso di droga e nonostante fosse in stato di gravidanza, a prostituirsi in via Palmiro Togliatti a Roma. Con questa accusa un bengalese di 34 anni è stato arrestato all’alba di oggi dagli agenti della polizia municipale, diretto dal comandante Antonio Di Maggio. La giovane, costretta a prostituirsi, è di origine polacca, ha 24 anni, e le sue prestazioni sessuali sulla strada costavano ai clienti tra i 20 e i 30 euro. E’ grazie alla sua denuncia, presentata nel settembre scorso, che stamani sulla base del provvedimento di custodia cautelare in carcere della procura di Roma firmato dal gip Roberta Palmisano (pm Paolo Auriemma) sono scattate le manette ai polsi del bengalese. Le indagini sono in corso da tempo. La giovane si trova ora in una struttura protetta.
La giovane vittima, arrivata in Italia nel settembre 2008 con la madre, aveva trovato alloggio nell’abitazione dell’uomo che, dopo averle promesso un lavoro, l’ha invece costretta dopo solo una settimana, a prostituirsi nelle auto dei clienti prima e sulla strada in seguito. A lei venivano forniti i preservativi e precise istruzioni su cosa dovesse fare secondo un tariffario prestabilito dal bengalese che prevedeva per le diverse prestazioni 20, 30 o 50 euro che la giovane doveva consegnare immediatamente dopo all’uomo. Se non si adeguava erano botte e droga.
Lei tra l’altro era tossicodipendente seguita da un Sert della capitale. La giovane era anche costretta a subire rapporti sessuali non protetti col suo aguzzino. Nel 2009 rimasta incinta si era sottoposta a terapia per disintossicarsi dalla cocaina presso l’ospedale Spallanzani, ma rintracciata dall’uomo era stata costretta ad abbandonare la struttura per riprendere a prostituirsi nonostante il suo stato avanzato di gravidanza.
Lui l’aveva costretta anche ad assumere nuovamente cocaina con la minaccia: “Puoi andare in capo al mondo, noi ti rintracceremo”. A settembre, dopo aver partorito una bambina, la giovane ha trovato il coraggio e la forza di ribellarsi e denunciare il bengalese. Adesso si trova in un centro anti violenza mentre la neonata è stata affidata ad una famiglia. Il gip Roberta Palmisano nel firmare l’ordine di arresto ha ritenuto l’uomo “in grado di intimorire sia la giovane che la madre costringendole a modificare le dichiarazioni” e ha accertato che la sua condotta criminosa fosse “particolarmente grave perché non ha esitato ad usare ripetutamente minacce e violenze nei confronti della parte offesa non rispettando neppure il suo stato di gravidanza”.
