ROMA, 26 GEN – Le tre 'pietre d'inciampo' dedicate alla memoria delle sorelle Spizzichino, divelte e rubate qualche settimana fa nella capitale, sono state riconsegnate oggi dai carabinieri ad Emma Aboaf, nipote delle tre vittime dell' Olocausto. Le targhe d'ottone, opera dell'artista Gunter Demnig, erano state 'portate via' da via Santa Maria in Monticelli da un uomo che vive proprio nel palazzo dove avevano abitato le Spizzichino: ''Non volevo il cimitero proprio davanti al portone di casa mia'' e' stata la giustificazione del 41enne romano individuato dai carabinieri e denunciato per furto.
''Non ho parole – ha commentato Emma Aboaf dopo aver ricevuto le targhe dorate dalla mani del maresciallo Alessandro Ottaviani, comandante della stazione Piazza Farnese – sono davvero emozionata e penso che la migliore risposta siano queste targhe che sono importantissime per la memoria di cui ho preso il testimone da mia madre. Le donero' alla Fondazione Museo della Shoah di Roma insieme alla macchina da cucire usata dalle tre sorelle, che erano ricamatrici, e al corredo di Graziella''. Presto tre nuove 'pietre di inciampo', dedicate a Letizia, Elvira e Graziella Spizzichino, torneranno quindi, in via Santa Maria in Monticelli: l'artista Demnig e' gia' all'opera per rifarle. Alla cerimonia, che si e' svolta nella stazione dell'Arma Piazza Farnese, hanno partecipato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il colonello Giuseppe La Gala, comandante dei carabinieri del gruppo Roma e il presidente della Comunita' ebraica di Roma Riccardo Pacifici. ''Ci tenevamo a fare questa consegna – ha detto La Gala – perche' per noi e' stato importante recuperare queste targhe della memoria, soprattutto per quello che rappresentano. E' fondamentale inoltre dare un messaggio ai giovani e che la giornata di oggi sia un esempio di legalita' per loro, perche' saranno i futuri custodi della memoria''. ''E' una giornata importante oggi – ha commentato Pacifici – anche perche' siamo alle vigilia del 27 gennaio, giorno in cui finiscono tutte le celebrazioni per la Shoah. I carabinieri hanno fatto un lavoro davvero straordinario ma c'e' una cosa da sottolineare: su 30mila opere di questo tipo in giro per l'Europa e' la prima volta che accade una cosa del genere. E' stato un vero choc''. ''Questi piccoli oggetti – ha detto Alemanno – hanno un valore enorme e sono la testimonianza di una memoria che non puo' essere cancellata''.
