Roma: rissa tra famiglie rom. Investito e ucciso un 60enne

(foto Ansa)

ROMA – Gimi Halilovic: questo il nome del rom morto, investito e ucciso, durante una rissa al Laurentino tra due famiglie nomadi rivali. La storia è raccontata da Morena Izzo del Messaggero.

Dopo il pestaggio e l’investimento è stata inutile la corsa in ospedale per tentare di salvargli la vita. Ad accompagnarlo al Sant’Eugenio sono stati alcuni amici e familiari, dopo averlo caricato in macchina. Gimi Halilovic è arrivato in condizioni disperate al pronto soccorso ed è morto poco dopo. Una vicenda tutta da ricostruire quella accaduta venerdì sera nei pressi di piazzale dei Caduti Militari nei Lager.
LE IPOTESI
E’ qui che i nomadi si erano accampati abusivamente con i loro camper. Le motivazioni che hanno scatenato la violenta lite non sono ancora state chiarite. Nessuna delle persone coinvolte e rintracciate ha voluto spiegare quello che è successo. A chiamare il 113 è stata una guardia giurata che si trovava nei pressi della piazza, quando ha sentito prima lo stridio degli pneumatici e poi ha notato due furgoni che si rincorrevano a forte velocità, mentre un gruppo di nomadi armati di bastoni, cercava di colpire i due mezzi. E poi a terra agonizzante c’era lui, Gimi Halilovic. Accanto aveva gli amici e i familiari che, senza perdere tempo, lo hanno caricato in macchina per portarlo in ospedale. In pochi minuti non era rimasto più nessuno di loro in piazza. All’arrivo degli agenti del commissariato di Tor Carbone e di Spinaceto, non c’era traccia delle persone che avevano preso parte alla rissa. Le indagini coordinate dal dirigente del commissariato Esposizione, Francesco Zerilli, hanno consentito di identificare cinque delle persone dell’accampamento, che sono state portate in ufficio per accertamenti. Fondamentali sono state anche le testimonianze raccolte, non solo quella della guardia giurata che ha chiamato il 113, ma anche delle altre persone che avevano assistito a ciò che era accaduto. Poco dopo una pattuglia del IX Gruppo dei vigili urbani di Roma Capitale, ha rintracciato l’uomo che ha volontariamente investito Gimi Halilovic. Era ancora a bordo del furgone Ford Transit, guidato da un altro nomade, quando è stato fermato.
LE INDAGINI
Al termine delle indagini che sono state svolte dagli agenti della squadra investigativa, agli ordini di Simone Macrì, il trentanovenne Redzep Hadjovic è stato riconosciuto come ll’autore dell’investimento volontario, che ha causato la morte di Gimi Halilovic. L’uomo, sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di omicidio, è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria (…).

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Gianluca Pace