ROMA, 24 LUG – L'entita' dell'incendio non ha messo in pericolo immediato la popolazione nelle vicinanze della stazione Tiburtina ma non sono mancate preoccupazioni sugli effetti del fumo sprigionato dalle fiamme che sono state spente solo nel pomeriggio. Preoccupazione rappresentata anche dall' appello del sindaco di Roma Gianni Alemanno di stare attenti al fumo e di tenere chiuse le finestre.
Il fumo infatti e' irritativo e i rischi maggiori in questi casi riguardano come sempre i piu' piccoli, gli asmatici e coloro che soffrono di malattie respiratorie.
Ci sono due pericoli, ha spiegato Maria Caterina Grassi professore di farmacologia e tossicologia all'Universita' La Sapienza di Roma e responsabile del centro antiveleni del Policlinico Umberto I della capitale, struttura non distante dalla stazione che ha preso fuoco.
''Il primo rischio e' quello legato all'ossido di carbonio. Chi ne e' intossicato, in genere in un luogo aperto come puo' essere questo caso, viene trattato con la camera iperbarica'' ha precisato. Ma il secondo pericolo e' il piu' subdolo ed e' l'avvelenamento da cianuri che riguarda in genere gli incendi in luoghi chiusi. Quando c'e' materiale di plastica che si incendia si sviluppa questa sostanza. ''Gli ospedali, come il centro antiveleni del policlinico in questi casi usano un antidoto contro questo genere di avvelenamento'', ha spiegato la professoressa Grassi.
Avvelenamenti da cianuri, ad esempio, avvengono quanto prendono fuori i computer o i televisori, o altre componentistiche.
Ai cittadini la professoressa Grassi assicura pero' che le strutture ospedaliere, nelle quali per altro non sono arrivare fino ad ora segnalazioni di problemi, sono pronte per ogni evenienza. ''I rischi per la popolazione sembrano limitati'' ha ripetuto.