Roma, ruba dell’arrosto per sfamare il figlio. Condannato a 6 mesi

ROMA – Sei mesi di carcere per una fetta d’arrosto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d’olio. Filippo P., disoccupato di 34 anni di Roma, era già stato arrestato due settimane fa per aver rubato del pane, del latte e una confezione di prosciutto dal supermercato. Processato per direttissima, non era servito spiegare che quel che aveva preso gli serviva per sfamare la moglie e il figlio di 4 anni.

Condannato a cinque mesi con la condizionale, era stato liberato con l’obbligo di firma. Ma è stato nuovamente arrestato. Venerdì scorso è stato fermato dai vigilantes del supermercato Conad di Corso Francia, a Roma, mentre tentava di uscire con una spesa di dieci euro non pagata, nascosta sotto la giacca.

I guardiani hanno chiamato i carabinieri, che lo hanno arrestato con l’accusa di furto aggravato. Di nuovo a processo per direttissima, Filippo è stato condannato a sei mesi di carcere al Regina Coeli.

Duro il commento rilasciato al Messaggero dall’avvocato Gianluca Arrighi, che ha deciso di difendere gratuitamente Filippo: “Ho assunto gratuitamente la difesa perché ritengo che vi siano dei casi umani che noi penalisti non possiamo esimerci dall’accettare. Purtroppo negli ultimi anni i casi di persone che commettono furti di generi alimentari è aumentato in modo esponenziale. È ovvio che nulla giustifica la commissione di reati ma una cosa è rubare per arricchirsi e una cosa è rubare per mangiare. Il dato è allarmante e deve far riflettere su come i crimini siano spesso il riflesso dei malesseri della nostra società”.

 

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Maria Elena Perrero