I carabinieri del Ros hanno arrestato Stefano Schiavulli, considerato uno dei principali esponenti del Movimento neo-fascista Militia, oggetto di una recente indagine per episodi di razzismo per la ricettazione di una divisa militare dell’esercito israeliano.
Un reato che sarebbe stato commesso con finalità di discriminazione di odio razziale e religioso nei confronti dello stesso Stato di Israele. Sequestrata anche la “palestra popolare” dove gli esponenti del movimento Militia sono soliti riunirsi.
L’arresto di Schiavulli è stato eseguito dal Ros in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma. La divisa dell’esercito israeliano della cui ricettazione è accusato Schiavulli è risultata provento di una rapina compiuta in corso Trieste, a Roma, il 17 luglio 2009 da esponenti di Militia nei confronti di un giovane militante dell’area giovanile della sinistra. La misura di custodia cautelare è stata disposta dal gip su richiesta del pool antiterrorismo della Procura della capitale in seguito all’operazione condotta il 21 maggio scorso, nel corso della quale sempre i carabinieri del Ros avevamo compiuto perquisizioni locali e personali e notificato avvisi di garanzia nei confronti di esponenti dell’organizzazione Militia ritenuti responsabili di apologia del fascismo, diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico e violazione della legge Mancino, con azioni contro la comunità ebraica romana e la figura del sindaco della città di Roma Gianni Alemanno.
Nel corso delle operazioni di perquisizione estese anche alla “palestra popolare Primo Carnera” sono state rinvenute e sequestrate, oltre alla divisa dell’esercito israeliano, anche armi bianche e strumenti atti ad offendere. Contestualmente all’arresto è stato dunque eseguito un provvedimento di sequestro preventivo dell’immobile in cui è ubicata la “Palestra popolare” sempre emesso dal gip del tribunale di Roma in quanto è utilizzata – secondo l’accusa – anche per svolgere un’attività di proselitismo, aggregazione e diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico in violazione della legge Mancino.