Violentate, sfregiate, sfruttate prese a calci per abortire e, ancora, mutilate se si ribellavano e vendute al grande mercato del sesso. Strette in questa morsa di violenza fisica e psicologica venivano fatte prostituire una quindicina di donne romene e sudamericane, tra i 20 e i 30 anni, controllate a vista da sei aguzzini romeni, tunisini e un italiano, tra i 35 e i 50 anni a Velletri, cittadina dei Castelli romani, arrestati la notte scorsa dai carabinieri.
Le donne, ora sotto la protezione dei centri di accoglienza, venivano costrette a vendere il loro corpo a domicilio, nelle abitazioni dei clienti o all’interno di locali notturni della zona e del litorale. Ad uno di questi, il Fashion Club di Anagni, crocevia di clienti e squillo, in provincia di Frosinone, i carabinieri di Velletri, diretti dal capitano Marco Piras, hanno messo i sigilli.
Convinte a venire in Italia con la promessa di un lavoro venivano stuprate e soggiogate, le donne, tutte con regolare permesso di soggiorno, se tentavano di ribellarsi venivano maltrattate. Una addirittura ha subito la mutilazione di un orecchio ridotto a brandelli e molte di loro venivano prese a calci per farle abortire e tornare al più presto a vendersi ai clienti.
Un incubo per loro finito grazie alle indagini, durate mesi, dei militari dell’Arma che seguendo le tracce degli sfruttatori e incrociando informazioni raccolte con altre indagini, sono risaliti alle prostitute, agli aguzzini e quindi al giro dei locali coinvolti. Dei sei fermati, i due gestori, un italiano e una romena, del locale di Anagni sono stati arrestati la notte scorsa perche’ scoperti in flagranza di reato, per gli altri quattro al momento è stato disposto il fermo di Pg che dovrà quindi trovare conferma dal magistrato. Per altri due complici sono in corso le ricerche.
