ROMA – Non c’è nessuno che possa mettere le ganasce alle auto o fare interventi di rimozione coatta in questo momento a Roma. È scaduto il contratto con chi se occupava ed al limite i vigili urbani possono rivolgersi ai carri giudiziari “che però non sono idonei”.
Per più di qualche automobilista romano potrà essere anche una buona notizia, ma è un altro tassello del quadro preoccupante dell’amministrazione della città, un altro piccolo particolare del caos in questo passaggio dallo scioglimento del consiglio comunale, la fine della giunta Marino, il percorso complicato verso le prossime elezioni comunali, il processo in corso su “Mafia Capitale”.
Dello stop alle ganasce e alle rimozioni dà notizia il Messaggero, che riporta il fatto denunciato dai vigili urbani di Roma, alla fine di un’assemblea della categoria:
«È scaduto il contratto con chi si occupava fisicamente delle rimozioni delle auto a Roma e ora non si fanno più rimozioni, nè si mettono ganasce – spiega il vigile di un gruppo semicentrale di Roma – C’è una circolare del comando che ci avvisa della sospensione del servizio e ci dice, in caso di estrema necessità, di rivolgerci ai carri giudiziari che però non sono idonei». «Ci è stato detto questo», conferma Emiliano Scipioni della Cgil interpellato in merito.