
ROMA – Un suk della refurtiva in pieno centro a Roma. Abiti usati, vecchi telefoni e soprammobili in vendita in via Carlo Felice, in un mercatino. Ma sono rifiuti. Il mercatino si snoda lungo il marciapiede fino alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Niente a che fare col vintage, però: qui la merce arriva direttamente dai cassonetti della spazzatura, spiega Elena Panarella sul Messaggero, come nell‘analogo mercatino in zona Ostiense.
Addetti alle vendite di questo particolare mercatino del riciclo, se così si può eufemisticamente definire, ci sono ragazzi stranieri e italiani, pronti a contrattare il miglior prezzo soprattutto con i tanti stranieri che passeggiano nella zona, a due passi da San Giovanni in Laterano.
Gli sgomberi e i blitz della polizia municipale non sono serviti a nulla. E chi abita nella zona continua a protestare.
Come Sergio, sentito dalla Panarella:
“È evidente che la merce proviene dai cassonetti dell’immondizia o da realtà poco chiare. Dietro agli affari di quella merce ci sono persone italiane a gestire la situazione. Questo mercatino del rubato è coordinato da italiani che incaricano rom, tunisini, russi di occuparsi delle vendite. Avviene tutto davanti agli occhi dei passanti, ma soprattutto davanti a quelli dei bambini che giocano nel prato accanto”.
Francesca Albarello, che abita proprio in via Carlo Felice, dice:
“Ci sono giorni in cui è impossibile andare a passeggiare nel parco o addirittura semplicemente attraversare la strada. Il marciapiede e i giardinetti si riempiono di persone anche malintenzionate per non parlare del degrado in cui versa l’intera area”.
Augusto Caratelli, presidente del Comitato Difesa Esquilino-Monti Roma Caput Mundi, è ancora più critico:
“Quella di via Carlo Felice è una scena che si ripete quasi ogni giorno da anni, un mercatino abusivo senza regole e senza controllo. Centinaia di persone si radunano e rivendono abusivamente merce di tutti i tipi anche di dubbia provenienza. Il comitato è intervenuto diverse volte con manifestazioni sotto la statua di S. Francesco per far notare alle istituzioni il caos che regna in questo pezzo di strada dove mamme, nonne, papà portano i loro bambini a giocare all’interno di un area verde ormai abbandonata. Vogliamo vedere fino a quando i nostri governanti si accorgeranno del disastro”.
