
ROMA – Una suora malata di tubercolosi che sta a contatto con i bimbi dell’asilo di Morena, quartiere di Roma. Invece di denunciare la malattia e avviare le profilassi per i bimbi a rischio contagio, tre suore hanno scelto di tenere nascosto il fatto. Il risultato è stato il ricovero in ospedale per tubercolosi di 4 bambini tra i 3 e i 5 anni contagiati dalla suora malata.
Ora le tre suore, la madre superiora Rita Maria Sgambellone, e le sue aiutanti Carina Canalita e Mariangela Ammirata, che avevano evitato di denunciare alla sanità il caso a rischio scatenando la diffusione della Tbc, finiscono a processo.
Adelaide Pierucci sul Messaggero racconta:
“Il sostituto procuratore Claudia Terracina, però, letta la perizia disposta sui bambini, non ha avuto dubbi: ha chiesto e ottenuto il giudizio per le tre consorelle. Secondo lo specialista della polizia nominato dal magistrato i casi di contagio, infatti, si sarebbero potuti evitare o comunque ridurre al minimo se la direzione scolastica avesse allertato in tempo Asl e genitori dei piccoli. I fatti invece andarono diversamente.
Il precedente della suora venne scoperto dalle famiglie solo dopo il ricovero al Pertini del primo bambino, un ragazzino di quattro anni e mezzo. Alla fine in ospedale ne finirono quattro: gli altri tre, uno dopo l’altro, si ritrovarono nel reparto di Immunoinfettologia dell’ospedale Bambino Gesù. Mentre altri sei bimbi risultarono solo positivi al test ma senza contrarre la malattia”.
I fatti, spiega la Pierucci, risalgono al 15 gennaio scorso quando il primo bimbo fu ricoverato:
“La notizia era stata subito comunicata all’istituto parificato di Morena gestito dalle suore e la Asl competente aveva scritto una lettera ai genitori informandoli dell’emergenza e invitandoli a presentarsi all’ospedale Pertini per sottoporre i figli al test sulla Tbc. Solo a questo punto, però, si è risaliti alla causa del contagio: ovvero ad una suora straniera che faceva da assistente alla maestra di quella classe, che dopo mesi di tosse e febbre, a dicembre gli è stata diagnosticata la tubercolosi e per questo è stata ricoverata in isolamento all’ospedale Spallanzani per mesi.”
Una notizia che le suore avevano tenuto segreta, evitando di comunicarla ai genitori:
“«Già il 5 dicembre abbiamo espletato i nostri obblighi di legge comunicando tutte le informazioni alla Asl» avevano precisato allo Spallanzani «Poi l’abbiamo curata nel migliore dei modi ed è stata dimessa soltanto quando c’era la certezza che fosse completamente guarita». Per far fronte alla emergenza la Asl istituì anche una task force che monitorò prima i 22 bambini della classe interessata e poi gli altri cinquanta. Ora alcune di quelle mamme e di quei papà si sono costituiti parte civile e chiedono il risarcimento dei danni”.
