ROMA – A 45 anni un tassista romano, picchiato selvaggiamente all'alba, perdera' un occhio e forse anche la possibilita' di continuare a fare il suo lavoro e tutto perche' i suoi giovani clienti erano ubriachi, lo hanno insultato e poi picchiato quando li voleva far scendere dal suo taxi.
L'episodio ha riproposto il tema della sicurezza della categoria nella capitale. In prima linea le organizzazioni sindacali che hanno lamentato le condizioni in cui sono costretti a lavorare i propri associati rivendicando l'urgenza di installare telecamere di sicurezza sulle auto bianche della capitale e maggiori controlli delle forze dell'ordine nelle strade di Roma soprattutto di notte. Il conducente del taxi 'Parma 29' stava facendo, come spesso gli accade, proprio il turno di notte.
Nel cuore di Roma, in piazza Venezia, verso le 5 di mattina ha preso a bordo due clienti: un turista spagnolo e la sua fidanzata polacca, entrambi di 20 anni. Durante la corsa pero' la ragazza, ubriaca, ha cominciato a dare in escandescenza insultando anche il tassista che alle 5.20 in via Trionfale si e' fermato ed ha chiesto ai due scendere. Lo spagnolo a quel punto ha reagito pestandolo. Ma la scena e' stata vista da un passante che ha chiamato il 113.
La polizia ha arrestato la coppia per lesioni gravissime, mentre il tassista e' stato ricoverato al Policlinico Gemelli con una prognosi di 60 giorni e poi all'ospedale S. Camillo dove i medici non gli hanno potuto salvare l'occhio che aveva subito gravi lesioni.
Per il vicesegretario di Ugl taxi, Alessandro Genovese ''i tempi sono maturi affinche' tutti i taxi vengano dotati di telecamere. Solo con questi sistemi e' possibile garantire piu' sicurezza. Facciamo un lavoro che ultimamente e' dipinto come una lobby ma le continue aggressioni dimostrano che oltre a fare un lavoro usurante incorriamo spesso in questi episodi. Di certo non siamo dei privilegiati''.
Il leader di Uritaxi, Loreno Bittarelli ha rincarato la dose: ''Il nostro mestiere e' tra i piu' esposti al rischio, soprattutto di notte. Ci fa rabbia che fino a qualche giorno fa ci hanno dipinti come una corporazione colma di privilegi. Questa circostanza dimostra tristemente che per pochi soldi spesso mettiamo a repentaglio la nostra vita. Il nostro non e' certo un lavoro da invidiare''.
Nicola Di Giacobbe di Unica Cgil rivolgendosi ad ''amministratori, sindaco, prefetto, questore'' chiede ''cosa aspettate ancora? Date certezze o sospendiamo il servizio''. Il vice-sindaco Sveva Belviso ha parlato di ''un'ignobile violenza'' esprimendo la ''vicinanza e la solidarieta' dell'Amministrazione capitolina'' alla vittima e un ringraziamento alla polizia per l'arresto ''dei due balordi''.
Ma il commento piu' amaro e' quello di un collega: ''Perdera' l'occhio. La sua vita ormai e' rovinata. E' un tipo tranquillo, con una famiglia e ci incontravamo spesso ai posteggi perche' lui, come me, faceva sempre la notte''.
