ROMA, 2 FEB – Uccise un amico sotto gli occhi di un tassista, al quale chiese di accompagnarlo dai carabinieri per confessare. E' stato condannato a 20 anni di reclusione Vincenzo Sestito, 30enne di origine calabrese residente a Bologna, sotto processo perche' accusato di avere ucciso con un colpo di pistola alla nuca, nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2009 a Roma, Mario Benassi, pensionato bolognese, suo amico. La sentenza e' stata emessa dalla I Corte d'assise d'appello di Roma che ha escluso l'aggravante della premeditazione. In primo grado, Sestito era stato condannato a 30 anni di carcere dal Gup della capitale, Barbara Callari, all'esito del processo che si svolse con il rito abbreviato.
L'omicidio fu compiuto per strada, in largo Corrado Ricci, a pochi passi dal Colosseo. Un'esecuzione della quale e' rimasto oscuro il movente; Sestito infatti aveva chiesto a Benassi di accompagnarlo da Bologna a Roma per motivazioni mai precisate. Agli investigatori l'omicidio parve maturato nell'ambiente del gioco d'azzardo e delle bische clandestine; tesi questa contestata dai legali del giovane calabrese, secondo i quali Sestito aveva patologie mentali e credeva che qualcuno lo volesse uccidere, un qualcuno che poi aveva individuato in Benassi. Difatti, lo stesso Sestito il giorno in cui uccise Benassi aveva una pistola con se' – per come dichiaro' – al solo scopo di tutela personale.