Roma, ucciso a colpi di cric per una lite sul traffico

ROMA, 14 GIU – Una banale discussione per motivi di viabilita'. Forse una precedenza non rispettata ad un incrocio, un urto fra le auto, un litigio come tanti nati nel traffico delle metropoli. Ma oggi nella tarda serata a Roma e' stata sufficiente per accendere una scintilla sfociata nell'omicidio a colpi di crick di un uomo di 47 anni, davanti agli occhi del figlio di 19 anni. Una morte violenta che arriva dopo altri due efferati fatti di sangue avvenuti a poco meno di 12 ore nella capitale: l'omicidio di un anziano ebreo accoltellato nell' androne del palazzo dove abitava e l'uccisone di un'anziana per mano del giovane nipote.
L'uomo e' stato ucciso proprio perche' era intervenuto per placare gli animi e sedare una colluttazione nata tra gli occupanti di un'auto ed il figlio. E' sceso dall'auto ha tentato di difendere il figlio ma e' stato colpito alla testa con violenza da un crick brandito da un giovane.
Ora l'assassino e' ricercato assieme ai suoi complici: dopo avere colpito l'uomo infatti e' fuggito con i suoi amici a bordo di un'auto nera. Ma la sua fuga avrebbe le ore contate. I carabinieri infatti stanno ascoltando il figlio della vittima e probabilmente raccoglieranno anche alcune testimonianze di chi ha visto l'agghiacciante scena e il tragico epilogo.
La lite e' scoppiata attorno alle 19 alla periferia di Roma, all'incrocio tra via Casale di San Basilio e via Recanati. Ora in terra restano i segni di quello che e' stata la scintilla che ha scatenato la reazione dell'assassino: vetri infranti, probabilmente quel che resta di un urto tra auto. Pochi istanti e dagli insulti verbali si passati alle mani. Poi e' spuntato il crick e quel colpo vibrato con violenza. Un colpo fatale. L'uomo infatti soccorso dal personale del 118 e' stato caricato su un'ambulanza ma e' morto durante il trasporto all'ospedale Sandro Pertini. Nello stesso ospedale e' stato medicato il figlio che portava i segni della colluttazione ed era in stato di choc. La sua testimonianza e' ritenuta determinante per risalire all'auto dell'assassino.

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Alberto Francavilla