Roma “città-groviera”: in 10 mesi 62 nuove voragini. Su un sito le segnalazioni

ROMA – Più che città eterna, città groviera che lentamente si sta autofagocitando: in 10 mesi per le strade della Capitale si sono aperte ben 62 voragini. A denunciare il fenomeno è un sito internet che dell’emergenza crateri ha fatto la sua mission, si chiama voragini.it e dispone di una banca dati su scala nazionale aggiornata con il contributo volontario degli utenti della rete. Alla città di Roma è dedicata una sezione a parte del sito, con tanto di cronologia storica e schede di dettaglio, perché la situazione della capitale “appare assai preoccupante”. E’ scritto a chiare lettere sull’homepage.

Certo i dati a disposizione non sono tutti e non sono universali ma resta comunque una specifica “emergenza romana”, dal momento che nell’ultimo anno di amministrazione Alemanno si è registrato un aumento del 41% delle segnalazioni rispetto all’anno precedente.

A sondare la sezione capitolina c’è da restare basiti: ci sono zone, come villa Bonelli, nel xv municipio, dove si sono verificati ripetuti sprofondamenti nel corso dell’anno. Nel pieno centro di Trastevere i mezzi dell’Ama sono rimasti impantanati in una buca larga un metro e profonda tre. E ancora: nel quartiere Nomentano le auto parcheggiano attorno al perimetro di voragini che squarciano l’asfalto da mesi senza che nessuno sia mai intervenuto se non a segnalare il pericolo. Un lungo elenco che arriva fino a un tombino, balzato agli onori delle cronache per qualche giorno in più rispetto agli altri, perché a farlo sprofondare è stato il peso “onorevole” dell’auto di Alessandra Mussolini.

Una lettura edificante che dà la misura del fenomeno ma anche del senso civico di buona parte della cittadinanza che ha contribuito alla raccolta dati. Sull’homepage del sito si legge che il fine ultimo non è meramente divulgativo: la speranza è che una misura più o meno dettagliata del fenomeno possa essere utile a convincere le istituzioni, in primis quelle capitoline, a prenderne coscienza e ad adottare le dovute misure di manutenzione del sottosuolo urbano così da evitare dissesti e, nei casi più estremi, perdite umane.

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Daniela Lauria