ORISTANO, 5 MAR – L'ansia e la preoccupazione per la sorte di Rossella crescono di ora in ora, ma dopo un'altro giorno e un'altra notte trascorsi nella inutile attesa della telefonata di conferma o di smentita della liberazione della figlia, i genitori della cooperante di Samugheo, rapita il 23 ottobre scorso in Algeria, stamattina si sono ripresentati al loro posto di lavoro in Comune. Il padre Graziano Urru, comandante dei vigili urbani, e la mamma Marisa, dirigente dell'Ufficio Tecnico, sono usciti per la prima volta dalla propria abitazione di via Brigata Sassari dopo due giorni terribili, trascorsi nell'attesa snervante di notizie sulla sorte di Rossella. Due giorni di 'clausura' per i genitori, attenuata solo dalle visite pressoche' ininterrotte di amici e parenti che provano a portare un po' di conforto e di solidarieta' in questo difficile e delicato momento.
L'unico ad uscire di casa, ogni volta per poche decine di minuti, e' stato ieri il fratello minore, Mauro. L'altro fratello Fausto, che lavora come fotografo a Parigi, sabato, quando si era diffusa la notizia del rilascio di Rossella, era pronto a partire per l'Italia, ma dopo la frenata delle autorita' italiane sono stati gli stessi familiari a dirgli di attendere ancora. La famiglia resta comunque in stretto contatto con i propri referenti alla Farnesina, ma le risposte arrivano con il contagocce e ancora non c'e' alcuna conferma dell'avvenuta liberazione.