BELLUNO, 4 NOV – Binari e scambi ferroviari destinati allo smaltimento sottratti per anni in maniera truffaldina ai danni della societa’ Rfi e poi rivenduti: e’ il meccanismo scoperto dalla Polizia giudiziaria della Polizia Ferroviaria del Veneto che ha portato all’arresto del titolare di una societa’ di Segrate (Milano) e alla denuncia di tecnici delle ferrovie, titolari e autisti di imprese di trasporto.
Le indagini, per un periodo tra il 2004 e il 2008, hanno evidenziato un forte danno patrimoniale per Rfi.
In carcere, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal gip di Belluno, su richiesta del Pm Massimo De Bortoli, e’ finito il titolare della societa’ LM Trading di Segrate, Mario Lamacchia, mentre sono diverse le persone denunciate a piede libero. Gli accertamenti della Polfer veneta avevano preso avvio dopo che il servizio centrale di Polizia Ferroviaria, alla luce di un furto di 400 tonnellate di binari a Civitavecchia, aveva deciso di far compiere accertamenti sulla gestione dei materiali di armamento ferroviario utilizzati e derivanti dalla manutenzione delle linee ferroviarie tra il 2004 e il 2008. Erano cosi’ emerse incongruenze sui dati amministrativi relativi alle attivita’ del tronco lavoro – il settore che gestisce i tratti di linea – di Belluno.
Ulteriori accertamenti hanno permesso di portare allo scoperto, secondo l’accusa, un ‘sistema’ che vedeva la societa’ di Segrate aggiudicarsi diversi appalti per lo smaltimento di lotti di rottame ferroso con prezzi d’acquisto molti piu’ vantaggiosi della concorrenza, spesso superiori al valore di mercato. Dall’analisi dei tabulati sul trasporto degli stessi rottami era pero’ risultato che in fase di carico i valori della tara degli autocarri usati erano superiori a quelli registrati sul libretto di circolazione. Questo faceva si’, secondo l’ipotesi investigativa, che il carico di materiale ferroso effettivamente prelevato e trasportato era superiore a quanto previsto.
Gli ammanchi di materiale e di bilancio venivano giustificati dai tecnici ferroviari con denunce di furto a carico di ignoti. Gli stessi denunciati avrebbero anche valutato come ‘fuori uso’ rotaie che potevano invece essere ancora utilizzate e che la societa’ milanese avrebbe poi venduto, ottenendo un ulteriore guadagno. La LM Trading sarebbe anche al centro di un traffico di rifiuti ferrosi a livello nazionale; sarebbero stati smaltiti senza eseguite sui rottami le lavorazioni previste dalla normativa per lo smaltimento.
