Probabilmente verrà cacciata dal convento in cui ha vissuto fino a oggi, nessuna pietà cristiana per lei. Le consorelle e la superiore sono chiare: ha peccato, ha tradito il voto di castità e ha mentito alle sue compagne. Nel convento di Campomoro non c’è più spazio per lei.
“L’ho chiamato Francesco in onore del nostro bel Papa sudamericano…”, è un’altra delle poche frasi che filtrano dall’ospedale di Rieti in cui è ricoverata, pubblicate dal Corriere della Sera. Don Benedetto Falcetti, il parroco di San Michele Arcangelo, è riuscito a ricostruire lo sfondo di questa storia:
«Tutto è successo in Salvador, tra marzo e aprile dell’anno scorso, quando Roxana tornò a casa per rinnovare il suo passaporto. Come lo possiamo definire? Un revival, il ritorno di fiamma di un’amicizia giovanile…».
Ancora altre parole di Roxana:
«Ringrazio tutte le mamme, i papà, le nonne e pure le infermiere di questo reparto — si commuove — in un baleno, dopo la nascita di Francesco, mi hanno regalato pannolini, tutine, bavaglini e cuffiette, visto che io non ero minimamente preparata. Hanno anche organizzato una colletta per quando uscirò dal convento e non avrò più mezzi per vivere».
Anche lei lo ha chiaro: il futuro è fuori dal convento, insieme al piccolo Francesco che terrà con sé. “Perché è comunque un dono di Dio”.