Ruby, Boccassini: "Sugli uomini delle istituzioni indagini a 360 gradi"

MILANO – La Procura di Milano ha indagato ''a 360 gradi, di fronte anche a uomini delle istituzioni''. Lo ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini nel processo sul caso Ruby, facendo riferimento agli accertamenti sulla ormai famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando Ruby venne rilasciata dalla Questura, e agli interrogatori che hanno riguardato anche i poliziotti che erano presenti negli uffici di via Fatebenefratelli.

Il procuratore aggiunto ha replicato 'colpo su colpo', parlando solo per un'ora e mezza circa, alle 16 eccezioni presentate in due udienze dalla difesa, che ha parlato per oltre 10 ore. Nelle indagini, ha spiegato il magistrato, ''non e' stata utilizzata nessuna telefonata di Berlusconi'', mentre i difensori avevano sostenuto che i pm milanesi hanno ''monitorato la vita privata'' del premier. Boccassini ha chiarito che su un totale di ''77.092 contatti'', tra tabulati e intercettazioni telefoniche, che hanno interessato le persone coinvolte nell' inchiesta, solo 315 hanno riguardato il presidente del Consiglio e non e' mai stata utilizzata alcuna sua telefonata, essendo parlamentare. La difesa ha anche contestato la ''tardiva'' iscrizione del premier nel registro degli indagati. Berlusconi, ha affermato Boccassini, e' stato iscritto il 21 dicembre 2010 ''quando la ricostruzione sulle accuse di concussione e prostituzione minorile era completa''.

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Maria Elena Perrero