MILANO – In pieno caso Ruby è scattato l’allarme effrazioni all’ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano. Nel giro di pochi mesi almeno due porte di ingresso dei gip sono state ‘manomesse’ e hanno segni evidenti, all’altezza della serratura, di effrazioni. I fatti risalirebbero all’estate scorsa. Ad essere colpite sono state la presidente dei gip, Laura Manfrin, e Cristina Di Censo, il giudice del caso Ruby, e recentemente un terzo giudice.
Alcuni mesi fa erastato rubato il pc di un altro giudice, il magistrato Chiara Valori. Il fatto, di cui si è saputo solo oggi, risale alla fine dello scorso ottobre. Il computer portatile è stato portato via direttamente dalla stanza del magistrato, mentre era fuori ufficio.
Quanto basta perché il presidente aggiunto dell’ufficio, Claudio Castelli, abbia mandato un mail a tutti i giudici invitandoli a prestare grande attenzione ai loro uffici dopo “i fatti gravi” registrati in pochi mesi e in periodo in cui l’intero ufficio è esposto per “l’evidente delicatezza dei procedimenti pendenti”.
Tra le raccomandazioni fatte da Castelli ai colleghi c’è quella di chiudere in cassaforte i fascicoli più sensibili, non assentarsi mai dall’ufficio lasciando aperta la porta e non comunicare a nessuno la password di accesso del computer ma conservarla con la dovuta riservatezza.
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