MILANO – ''Non abbiamo ragione di fare richiesta di sospensiva del processo perché riteniamo che ci accolgano l'eccezione''. Lo ha affermato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi, in relazione alla decisione della Consulta che ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione e un'eventuale richiesta di congelare il dibattimento in cui il premier è imputato per concussione e prostituzione minorile, fino al verdetto finale della Corte costituzionale.
Ghedini parlando di eccezione si riferisce in particolare a una delle sedici questioni sollevate davanti ai giudici milanesi lo scorso mese, quella che riguarda la competenza del Tribunale dei ministri sia ad indagare che a giudicare il presidente del Consiglio per il reato di concussione.
Su tali questioni i giudici scioglieranno la riserva il prossimo 18 luglio.
