MILANO, 18 LUG – I giudici della IV sezione Penale di Milano davanti ai quali si sta celebrando il processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, nel respingere l'eccezione della difesa sulla carenza di potere dei magistrati milanesi ad indagare, hanno fatto riferimento anche all'articolo 3 della Costituzione, parlando della ''uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge''.
Il collegio, presieduto da Giulia Turri, nell'analizzare nell'ordinanza le norme che regolano il tribunale dei ministri, ha spiegato che questo tribunale non e' una speciale guarentigia per tutti i ministri ''e non e' una giurisdizione speciale''. Il tribunale dei ministri – ha proseguito il Collegio – e' un organo ''interno alla giurisdizione''.
Poco prima i giudici avevano respinto l'eccezione della difesa sull'incompetenza funzionale a favore del tribunale dei ministri, spiegando che non si puo' giungere alla ''errata conclusione'' che tutti i reati commessi da un soggetto con la qualifica di membro del governo, ma con abuso di qualita' della sua qualifica, sono commessi nell'esercizio delle funzioni di governo.
