Sabrina Misseri dal carcere: “Spero di reggere fino in fondo”

Sabrina Misseri (Foto Lapresse)

TARANTO – Parla dal carcere Sabrina Misseri, dopo mesi di carcere. Legge qualche libro e gli atti processuali. Immagina il suo futuro fuori dalla galera, nel suo paese dove pensa di tornare. La ragazza accusata dell’omicidio della cugina Sarah Scazzi spiega a TgCom 24: ”Spero di reggere fino in fondo, ho letto tutti gli atti processuali, ho letto qualche libro. La mia vita è cambiata completamente. Ti colpisce qualcosa della quale non ti sai dare una ragione, è peggio di una malattia che ti viene improvvisamente ma che almeno puoi riuscire a spiegarti perché”.

Su Ivano Russo – per l’accusa il movente dell’omicidio sarebbe la gelosia – Sabrina dice di non avere ”nessuna ossessione. Ivano mi piaceva, ero attratta da lui, avrei voluto avere una storia con lui, niente di più e niente di meno. Eravamo e siamo rimasti amici”. ”Ho sentito e continuo a sentire al dibattimento – aggiunge – tante assurdità su questo rapporto, sulla mia gelosia morbosa per Ivano, per Sarah, su presunti violenti litigi, ogni piccola cosa è stata gonfiata oltre ogni ragionevole contatto con la realtà”. Sul rapporto con Sarah, Sabrina rileva: “Era per me una sorellina minore. Stava sempre con me, quando lavoravo, la sera quando uscivamo con gli amici, era attaccata a me, faceva anche la doccia insieme a me. Io le ho solo voluto bene. Su questo non dovrebbero esserci dubbi, era noto a tutti, e lo ha confermato anche zia Concetta”. Se verrà assolta, Sabrina annuncia che ”tornerò ad Avetrana non dovrei essere io a nascondermi”.

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Elisa D'Alto