Saldi, a Bologna il centro preso d'assalro

BOLOGNA – Il richiamo dei saldi, specie il primo giorno, funziona ancora bene tanto che stamattina il centro di Bologna era pieno di gente che entrava e usciva dai negozi, e parecchi con buste in mano. E' la prima impressione sui saldi a poche ora dal via, secondo i commercianti bolognesi.

''Siamo abbastanza soddisfatti senza trionfalismi, anche se per fare un primo bilancio bisogna aspettare almeno una settimana'', precisa Loreno Rossi, direttore della Confesercenti cittadina.

D'accordo il numero uno di Ascom, Enrico Postacchini: ''Per ora il bilancio è discreto ma non eccezionale, sembra in linea con l'estate del 2010'' quando, sempre secondo l'Ascom, c'è stato un calo tra l'8 e il 15% delle vendite rispetto all'anno precedente.

Con sconti che variano dal 30 al 50%, anche a Bologna i negozi più gettonati restano quelli di abbigliamento e calzature, e ad affollarli soprattutto giovani e donne. Nel primo giorno di shopping scontato i clienti abituali si mescolano a quelli occasionali.

''I saldi li aspettano tutti – osserva Postacchini, titolare anche lui di un negozio di abbigliamento – anche se le statistiche dimostrano che la capacità di spesa è maggiore d'inverno che d'estate: nella bella stagione prevale l'effetto moda e si seguono di più le tendenze di stagione, mentre in inverno si acquistano capi che durino di più nel tempo e in genere più costosi''.

Anche quest'anno i commercianti sperano di recuperare i mancati guadagni fatti finora, pur sapendo che è operazione quasi impossibile. ''In genere non si recupera mai quello che non si è venduto a prezzo pieno – spiega Rossi – ma intanto oggi in centro c'era parecchia gente, più del solito, e molti compravano''.

Esclusa la grande distribuzione, i centri commerciali e gli outlet, a Bologna i saldi estivi valgono tra i 28 e i 30 milioni. Quest'estate i negozi tradizionali hanno un vantaggio in piu': per la prima volta in Italia i saldi sono partiti in contemporanea in tutto il nord Italia. ''Speriamo cosi' di evitare la migrazione dei clienti e le trasferte per shopping. Diciamo che si torna alle vecchie abitudini…'', si augura Postacchini.

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Maria Elena Perrero