BRINDISI, 4 LUG – E’ stato trovato ieri sera a tarda ora il corpo di Salvatore Di Latte, l’operaio di 46 anni, di Carovigno, di cui non si avevano piu’ notizie da quando ieri, intorno alle 13.00, nell’ambito di normali attivita’ di estrazione sono state fatte brillare cariche di esplosivo nella cava poco distante dalla quale e’ stata poi trovata parcheggiata e con lo sportello aperto l’auto dell’uomo.
Le ricerche, cominciate subito dopo l’allarme dato dai dipendenti della cava, che hanno notato la vettura, erano proseguite ieri sino a tarda ora, grazie all’ausilio di torri-faro dei vigili del fuoco che hanno messo in atto operazioni di sbancamento della montagna di detriti sotto la quale si sospettava potesse trovarsi il corpo di Salvatore Di Latte.
Nel momento dell’esplosione nella zona interessata non ci sarebbe dovuto essere nessuno e invece qualcuno, subito dopo, ha notato la Fiat Panda di colore rosso di Salvatore Di Latte parcheggiata proprio nelle vicinanze e per giunta con lo sportello aperto.
E’ scattato immediatamente l’allarme e sul posto sono giunti gli uomini della Squadra Mobile e i Vigili del fuoco. Di Latte era dipendente della azienda Cocebit, di proprieta’ dello stesso imprenditore della cava, situata tra l’altro a poche decine di metri dal luogo dove e’ avvenuta l’esplosione, trova tra Brindisi e San Vito dei Normanni.
L’uomo si sarebbe recato nella cava, invece di trovarsi sul suo posto di lavoro, perche’ aveva intenzione – a quanto si e’ saputo – di recuperare alcune pietre utili per completare la pavimentazione nella sua villetta. Per le ricerche sono stati utilizzati anche cani cercapersone dei vigili del fuoco.
Il corpo di Salvatore Di Latte e’ stato trovato seppellito sotto mille metri cubi di pietre e terriccio. Lascia la moglie e tre figlie. L’uomo, dopo aver trascorso diversi anni in Germania come emigrante, era ritornato nella sua citta’ natale e aveva cominciato a fare il muratore con il suocero, poi aveva trovato posto come operaio nella ‘Cocebit’, impresa che si occupa di impianti di betonaggio, poco distante dal luogo dove si e’ verificata la tragedia.
L’incidente si e’ verificato quando la cava della ditta ‘Semes’ era chiusa per consentire agli operai addetti di far brillare le cariche di esplosivo per buttare giù uno dei costoni dell’impianto, in maniera tale da programmare il lavoro di una intera settimana. Dopo l’esplosione, pero’, qualcuno si e’ reso conto che nei pressi della montagna di pietre c’era la Fiat Panda di colore rosso con lo sportello aperto di proprieta’ di Di Latte.
Sul posto sono giunti gli agenti della Squadra Mobile e i vigili del fuoco con i cani cercapersone. Solo quando ci si è resi conto che ogni tentativo per trovare in vita l’uomo era andato a vuoto il magistrato Giuseppe De Nozza ha autorizzato l’utilizzo di tre escavatori e di altri mezzi pesanti per la rimozione delle pietre.
Ad assistere alle operazioni di recupero vi erano anche i parenti della vittima. Nella cava potra’ proseguire il lavoro anche se sono state poste sotto sequestro le apparecchiature acustiche che si utilizzano quando si fanno brillare le cariche di esplosivo. Il dubbio da fugare e’ se Di Latte era nelle condizioni di sentire le sirene che annunciano l’imminente esplosione.