Salvo Altadonna, docente precario palermitano: 'Raccolgo meloni'

PALERMO, 5 SET – In tempi di tagli alla scuola pubblica per vivere ha deciso di lavorare nei campi. Lui e' un docente di sostegno precario Salvo Altadonna, 38 anni, sposato, padre di una figlia di 2 anni e mezzo.

E cosi' sabato e domenica e' andato a raccogliere meloni nelle campagne tra San Cipirrello e Roccamena, nel palermitano, guadagnando 150 euro per due giorni e mezzo di lavoro in nero. Altadonna e' uno dei tanti precari, che a Palermo in questi giorni sostiene la protesta dei tre bidelli palermitani, da sette giorni in sciopero della fame, contro i tagli alla scuola pubblica.

Ieri a tarda notte e' tornato ancora una volta in piazza dai colleghi e ha dormito con loro nella tenda, allestita a piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione.

''Non mi vergogno di aver fatto questa scelta per vivere. E' una questione di sopravvivenza e necessita' e la ripetero' anche in futuro'', dice Altadonna, che l'anno scorso ha digiunato per 18 giorni contro i tagli alla scuola davanti all'ufficio scolastico provinciale, in via Praga.

''Eravamo in 16 a lavorare nei campi – racconta – nove erano extracomunitari, il vitto e l'alloggio erano inclusi nella paga. Non posso appoggiarmi solo alla mia famiglia per vivere''. Da dieci anni Salvo fa l'insegnante di sostegno con incarichi annuali in una scuola elementare a Borgo Nuovo, un quartiere a rischio della citta'. Anche sua moglie e' una precaria: anche lei e' un insegnante di sostegno.

''Ho una laurea in scienze della formazione primaria – prosegue ancora Altadonne – e due abilitazioni come insegnante di sostegno di scuola materna ed elementare''.

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Alberto Francavilla