VENEZIA – Colta da collasso di venerdi', un'anziana e' morta, a meta' gennaio, tre giorni dopo il ricovero all'ospedale di San Dona' di Piave dove le avrebbero applicato un pacemaker provvisorio in quanto non ci sarebbe stato personale medico per una soluzione di tipo diverso. E' quanto sostiene il figlio della donna che ora chiede delle risposte sulla morte e sapere ''se in casi gravi come quello di mia madre non ci sia nessuno che possa intervenire d'urgenza''. L'uomo, titolare di un albergo a Jesolo (Venezia), a ''la Nuova Venezia' ha detto che nei tre giorni di degenza l'anziana madre, che soffriva anche di diabete, e' stata ''costretta a restare immobile legata dagli infermieri a letto e sedata fino al lunedi' 16 gennaio soffrendo le pene dell'inferno''.
Il lunedi' era poi deceduta. Non sarebbe stato possibile spostarla neanche su un fianco in quanto il ''pacemaker applicato con un catetere non poteva svolgere la sua funzione''. Secondo il familiare, la sera del ricovero a una sua richiesta di sapere come mai non veniva applicato un pacemaker non provvisorio la risposta era stata che gli addetti non lavoravano nel fine settimana.
La direzione dell'Azienda ospedaliera di san Dona' di Piave sta compiendo accertamenti sull'intera vicenda denunciata dal figlio dell'anziana paziente deceduta. Tra i diversi elementi discordanti, rispetto al racconto dell'uomo, secondo le prime indicazioni, il fatto che la donna non sarebbe stata tenuta legata a letto e che sono state seguite tutte le procedure mediche previste dal caso.
