San Raffaele: chiesto il processo per Daccò, Valsecchi e altri

MILANO, 13 APR – La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di 7 persone, tra cui l’uomo d’affari Pierangelo Daccò, l’ex direttore amministrativo del San Raffaele Mario Valsecchi, e gli imprenditori Zammarchi, accusate a vario titolo di associazione per delinquere e bancarotta nell’ambito dell’inchiesta con al centro il dissesto finanziario del gruppo ospedaliero. L’udienza preliminare, come hanno riferito fonti legali, si aprira’ il prossimo 26 aprile davanti al gup Maria Cristina Mannocci.

Nell’inchiesta, che i pm Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta hanno chiuso con il deposito degli atti circa un mese fa, sono indagati, tra gli altri, anche Pierino e Giovanni Luca Zammarchi, i costruttori delle società fallite Metodo e Diodoro, Andrea Bezzicheri, socio dei primi due, l’imprenditore vicentino Fernando Lora e il suo contabile Carlo Freschi.

L’indagine avrebbe accertato un vero e proprio ‘sistema San Raffaele’, finalizzato alla creazione di fondi neri per decenni, per soddisfare, secondo l’accusa, le esigenze economiche personali del vecchio management o di chi gli ‘ruotava attorno’ e per pagamenti in nero, destinati forse – ma questo e’ un punto ancora da chiarire e c’e’ tutto un filone di indagini ancora aperto – anche al mondo della politica. Valsecchi nei mesi scorsi, prima dell’arresto, aveva collaborato con gli inquirenti chiamando in causa l’ex vicepresidente del gruppo Mario Cal, suicidatosi nel luglio scorso.

Il sistema, per l’accusa, sarebbe andato avanti così: Zammarchi, Bezzicheri, Lora e Freschi, sovrafatturavano i costi a carico del San Raffaele e poi restituivano parte dell’ importo maggiorato, pagato dall’ospedale per le forniture, ”cash”, ossia in buste di contanti, o tramite ”bonifici” a Cal o a Valsecchi; poi Dacco’ e il suo ‘braccio destro’ Giancarlo Grenci prendevano quei contanti e facevano uscire i fondi neri, grazie a schermi societari su base internazionale.

Daccò venne arrestato lo scorso 15 novembre per concorso nella bancarotta del San Raffaele e circa un mese dopo, il 13 dicembre, una nuova ordinanza per associazione per delinquere lo ha raggiunto in carcere, dove si trova tuttora.

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Daniela Lauria