San Raffaele, ora il salvataggio scotta

MILANO, 18 LUG – Il tragico suicidio del braccio destro e finanziario di don Luigi Verze', Mario Cal, pesa come un macigno sul piano di salvataggio del San Raffaele, travolto da quasi un miliardo di debiti.

A soli tre giorni dal passaggio di consegne tra la Fondazione Monte Tabor e gli uomini della Santa Sede, la scomparsa dell'ex vice presidente, che si sarebbe tolto la vita perche' schiacciato dal peso delle responsabilita' che stavano emergendo, amplifica l'attenzione su una situazione gia' grave e delicata, getta nello sconforto i nuovi manager chiamati a risanare l'ospedale di Via Olgettina e spinge il Vaticano a mantenere un profilo estremamente basso al punto da non trasmettere la notizia sui propri media (Radio Vaticana e l'Osservatore Romano).

Ma, nonostante cio', l'intenzione, che emerge in ambienti vicini alla nuova gestione, e' quella di andare avanti e cercare di salvare il gruppo, ormai fortemente esposto al faro della Procura di Milano.

A riprova dell'impegno dei nuovi vertici il fatto che la riunione del consiglio di amministrazione, adesso guidato dal successore di Cal in quota allo Ior, Giovanni Profiti, resta in agenda per venerdi' prossimo. E sul tavolo ci saranno la richiesta di concordato preventivo da presentare al Tribunale fallimentare e la possibile nomina di un super consulente che per molti potrebbe essere l'ex numero uno di Parmalat Enrico Bondi.

Due temi, quindi, fondamentali per risollevare le sorti del San Raffaele. In particolare, il piano di salvataggio finora non era mai stato discusso collegialmente e difficilmente incassera' un via libera a strettissimo giro. Del resto, col cambio della gestione, sono subentrati anche nuovi advisor (Vitale&Associati e lo studio legale Gianni Origoni Grippo) che potrebbero proporre nuovi indirizzi.

Per questo motivo, inoltre, la richiesta di concordato messa a punto dai consulenti storici del San Raffaele – Borghesi Colombo Associati e gli avvocati di Bonelli Erede Pappalardo e attestata dal commercialista Giovanni La Croce -, sembrerebbe congelata e domani non dovrebbe essere depositata in Tribunale come previsto.

La Croce ha comunque voluto sottolineare come la situazione con la morte di Cal sia diventata ancor piu' grave e urgente: ''E' un evento tragico – ha detto – che rende ancor piu' improcrastinabile il deposito della domanda di concordato preventivo in Tribunale''.

A tutto questo si somma poi l'ipotesi Bondi. Il 'risanatore', secondo quanto riferito, al momento avrebbe avuto soltanto qualche contatto con alcuni dei nuovi vertici del San Raffaele. Secondo le stesse fonti, la questione verra' comunque discussa in consiglio venerdi' e un eventuale incarico dovra' essere approvato in quella sede.

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Emiliano Condò